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	<title> &#187; email</title>
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		<title>Opt-in e Opt out.</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 08:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Email Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[come scrivere una email]]></category>
		<category><![CDATA[double optin]]></category>
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		<description><![CDATA[Opt-in e Opt out, ovvero: non infastidire il prossimo. Avrai letto spesso in questi articoli e su altri blog dell’importanza per un buon email marketer di mantenere un rapporto di stima e fiducia rispetto ai suoi clienti. Oggi voglio entrare nello specifico di due termini inglesi che spesso vengono utilizzati per spiegare la condizione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Opt-in e Opt out, ovvero: <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;">non infastidire il prossimo</span></span>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Avrai letto spesso in questi articoli e su altri blog dell’importanza per un buon email marketer di mantenere un rapporto di stima e fiducia rispetto ai suoi clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi voglio entrare nello specifico di due termini inglesi che spesso vengono utilizzati per spiegare la condizione di “consenso” o meno da parte di un cliente o di un potenziale tale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le migliori mail di marketing, quelle che raggiungono il loro obbiettivo pubblicitario e contribuiscono alla diffusione di un prodotto o di un servizio tra i propri clienti non sono mai le mail inviate a “random”, cioè mandate ad indirizzi i cui proprietari non hanno esplicitamente richiesto il loro invio.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono infatti delle procedure specifiche, molto semplici, per invitare i potenziali acquirenti a decidere autonomamente, e senza forzature, di aderire ad una newsletter o di accettare l’invio di email periodiche che informino sui propri prodotti o sulle novità dell’azienda.</p>
<p style="text-align: justify;">L’azione di un utente che, di sua spontanea volontà, richiede l’invio di posta elettronica inerente ad uno o più argomenti si chiama in gergo Opt-in.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricevere l’Opt-in dal proprio interlocutore è assolutamente fondamentale e deve essere il requisito senza il quale dovremmo guardarci bene dall’inviare materiale pubblicitario.</p>
<p style="text-align: justify;">I motivi sostanzialmente sono due:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">1.    Non siamo sicuri che le nostre informazioni siano gradite, e di conseguenza riescano a svolgere la propria funzione informativa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">2.     L’Opt-in per definizione prevede che l’utente abbia confermato la propria volontà a ricevere le tue email di marketing, e quindi non rischi di violare il severissimo Decreto legislativo 196/2003 e successivi in materia di privacy.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Al contrario di quanto appena enunciato, si è in condizione di Opt-out nel caso in cui si invii una marketing mail, anche solo la prima volta, senza aver ricevuto il consenso del nostro interlocutore.</p>
<p style="text-align: justify;">Tecnicamente in una situazione di Opt-out tutto il materiale che tu accingerai ad inviare ai tuoi interlocutori è assimilabile allo Spam, per cui, è estremamente fastidioso per chi lo riceve,  che si trova costretto a perdere del tempo prezioso per leggerlo o anche solo per spostarlo nel cestino.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è finita qui, l’Opt-out crea anche una condizione assolutamente contraria a quanto ci aspettiamo, dato che la nostra immagine e quella della nostra azienda in questo modo rischia di rovinarsi agli occhi di uno o più potenziali clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’email marketing l’insistenza non è quasi mai una buona strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciamo pure questo modo di fare agli spacconi, e teniamoci strette la pazienza e la professionalità:  quelle si che sono ottimi biglietti da visita e non passano mai di moda.</p>
<h4>Ricerche Google per questo articolo:</h4><ul><li><a href="http://autorisponditori.com/opt-in-e-opt-out/" title="opt-out">opt-out</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/opt-in-e-opt-out/" title="formato opt">formato opt</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/opt-in-e-opt-out/" title="opt out">opt out</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/opt-in-e-opt-out/" title="optin e">optin e</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/opt-in-e-opt-out/" title="definizione opting in">definizione opting in</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/opt-in-e-opt-out/" title="opt per gli occhi">opt per gli occhi</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/opt-in-e-opt-out/" title="opt-in per marketing">opt-in per marketing</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/opt-in-e-opt-out/" title="Optin Partners definizione">Optin Partners definizione</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/opt-in-e-opt-out/" title="testo email opt-in">testo email opt-in</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/opt-in-e-opt-out/" title="testo opt in">testo opt in</a></li></ul><!-- SEO SearchTerms Tagging 2 plugin took 9.467 ms -->]]></content:encoded>
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		<title>What Customers Want: Cosa Vogliono i Clienti?</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 08:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>proudence</dc:creator>
				<category><![CDATA[Email Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[clients]]></category>
		<category><![CDATA[come scrivere una email]]></category>
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		<description><![CDATA[Il segreto del web marketing, così come del marketing applicato ad ogni forma di comunicazione, è capire cosa cerca il nostro interlocutore. Senza questa informazione, che è fondamentale per il nostro lavoro, probabilmente una grande percentuale nel nostro lavoro finisce nel cestino o nel dimenticatoio. Riuscire a capire cos&#8217;è che vuole il Cliente sembra una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="LINE-HEIGHT: 14.25pt"><span style="FONT-FAMILY: 'Georgia','serif'; FONT-SIZE: 10pt"><strong>Il segreto del web marketing, così come del marketing applicato ad ogni forma di comunicazione, è capire cosa cerca il nostro interlocutore.</strong></p>
<p>Senza questa informazione, che è fondamentale per il nostro lavoro, probabilmente una grande percentuale nel nostro lavoro finisce nel cestino o nel dimenticatoio.</p>
<p>Riuscire a capire cos&#8217;è che vuole il Cliente sembra una impresa impossibile, o quanto meno molto molto costosa, invece ti assicuro che qualche passo mirato e studiato ad hoc potrai ottenere un numero di informazioni tali da aver più chiara l&#8217;idea di cosa cercano i tuoi potenziali interlocutori.</p>
<p>Tempo fa una commedia americana portava un titolo simile a quello che ho utilizzato per l&#8217;articolo.<br />
Era la storia di un pubblicitario che, dovendo studiare una campagna pubblicitaria che andasse a colpire l&#8217;universo femminile si faceva proprio questa domanda: Cosa vogliono le donne?</p>
<p>In quel caso grazie alle possibilità cinematografiche il pubblicitario riuscì letteralmente a &#8220;leggere&#8221; nella mente del suo pubblico.<br />
<em>Nel nostro caso, dato che purtroppo (o per fortuna) non siamo ancora in grado di penetrare la mente altrui, dobbiamo ricorrere ad altri espedienti per ottenere lo stesso risultato.</em></span></p>
<p style="LINE-HEIGHT: 14.25pt"><span style="FONT-FAMILY: 'Georgia','serif'; FONT-SIZE: 10pt">Come puoi fare quindi a sapere cosa il tuo cliente cerca?<br />
La risposta ti sembrerà banale:<br />
<strong>Ascoltalo.<br />
</strong><br />
<strong>Esatto, è la prima regola fondamentale: Ascolta ciò che ha da dire.</strong></span></p>
<p style="LINE-HEIGHT: 14.25pt"><span style="FONT-FAMILY: 'Georgia','serif'; FONT-SIZE: 10pt"><em>Un errore madornale di tutti coloro che producono prodotti, servizi o idee è paradossalmente non pensare in termini di cliente ma solo di prodotto.</p>
<p></em>Questo significa che per loro è difficile adattare il proprio prodotto al cliente perché sono troppo concentrati su quanto sia esso utile, bello, conveniente …</p>
<p>In questo modo si dimenticano completamente del fatto che il prodotto è destinato ad un pubblico, non a sè stessi.</span></p>
<p style="LINE-HEIGHT: 14.25pt"><span style="FONT-FAMILY: 'Georgia','serif'; FONT-SIZE: 10pt"><em>Non commettere lo stesso errore, apri i tuoi orizzonti ed allenati ad avere costantemente occhi ed orecchie aperti in giro, anche in famiglia e tra colleghi.</em></p>
<p><strong>Ricorda che le persone che frequenti sono molto simili a quelle che troverai dall&#8217;altra parte della tua news letter</strong>.</p>
<p>Entrambi i gruppi sono come piccole comunità, che ben rappresentano in piccolo l’intero mondo dei potenziali acquirenti.</p>
<p>Dalle semplici chiacchiere con loro è possibile che tu scopra di poter effettuare miglioramenti o aggiornamenti del tuo prodotto/servizio.</span></p>
<p style="LINE-HEIGHT: 14.25pt"><span style="FONT-FAMILY: 'Georgia','serif'; FONT-SIZE: 10pt"><strong>Allo stesso modo, tramite le tue mail di marketing, ascolta i tuoi clienti, fai in modo che possano comunicare con te, dandoti un feedback del prodotto/servizio se l&#8217;hanno acquistato, o anche prima, permettendo loro di farti delle domande aggiuntive, di esporti i loro dubbi, di dirti cosa piace loro, o cosa secondo loro si potrebbe migliorare del prodotto/servizio proposto</strong>. </span></p>
<p style="LINE-HEIGHT: 14.25pt"><span style="FONT-FAMILY: 'Georgia','serif'; FONT-SIZE: 10pt"><em><strong>Tutte le critiche, i consigli, ed altro materiale ti aiuteranno a creare un prodotto, o modificare quello esistente, trasformandolo in qualcosa di più personalizzato e quindi più appetibile.</strong></em></span></p>
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		<title>Le Email di Marketing che non Vendono</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 09:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>proudence</dc:creator>
				<category><![CDATA[Email Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[come scrivere una email]]></category>
		<category><![CDATA[email]]></category>
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		<description><![CDATA[Nello studio delle ricezioni di email da parte di potenziali clienti, la maggior parte delle mail che invitavano di primo acchitto a comprare qualcosa, sia esso un prodotto o un servizio, è stata cestinata. Quindi se pensi che la prima cosa che tu debba fare con lo strumento di email marketing che hai a disposizione sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nello studio delle ricezioni di email da parte di potenziali clienti, la maggior parte delle mail che invitavano di primo acchitto a comprare qualcosa, sia esso un prodotto o un servizio, è stata cestinata.</em></p>
<p>Quindi se pensi che la prima cosa che tu debba fare con lo strumento di <strong>email marketing</strong> che hai a disposizione sia “vendere” ti assicuro che parti con il piede sbagliato.</p>
<p>Questo può sembrare davvero un contro senso in termini di funzionalità per l’email marketing. Perché uno strumento che è stato concepito ed ottimizzato per la vendita no porta buoni risultati in termini puramente e direttamente commerciali?</p>
<p>La risposta è più semplice di quanto immagini:</p>
<p><strong>Il potenziale cliente non compra fin tanto che l’acquisto gli viene imposto.</strong></p>
<p>Con questa sentenza entra in gioco il marketing psicologico, oggi studiato come se fosse una disciplina a sé stante, definita dagli studiosi neuro marketing.<br />
<em>Il neuro marketing è infatti quella branchia del marketing che studia i migliori canali di comunicazione, quelli cioè che permettono la manipolazione dei processi decisionali del potenziale acquirente</em>.</p>
<p>Ma lascia stare le definizioni ed i termini tecnici e torniamo al nostro potenziale cliente ed alla mail di marketing che vuoi inviare affinchè compri i tuoi prodotti o servizi.</p>
<p><strong>Il marketing psicologico afferma che l’acquisto di un bene deve essere suggerito, consigliato, MAI imposto a chi è dall’altra parte del canale di comunicazione, qualunque esso sia.</strong></p>
<p>Questa regola vale soprattutto nei casi in cui la componente umana di chi propone viene a mancare, proprio come avviene con le mail, o per esempio le telefonate.</p>
<p>Non sto dicendo che una email ben progettata non porti alla vendita del tuo bene.<br />
Ma sarai sicuramente d’accordo con me se ti dico che “Compra il prodotto XXX!”, è meno invitante e rassicurante di “Hai il problema x? Il prodotto XXX può aiutarti a superarlo”.</p>
<p><em><strong>L’uomo comune nasce cresce e vive cercando di evitare le imposizioni  prima dei genitori, poi del partner, poi del datore di lavoro.<br />
</strong><br />
Tutti gli uomini credono che le imposizioni limitino il soddisfacimento e la realizzazione personale e sono più propensi ad accettare consigli e dritte di persone di fiducia che a seguire come degli automi senza pensiero proprio gli ordini altrui.</em></p>
<p><strong>E’ proprio su questo che un buon internet marketer deve lavorare, in modo che l’acquisto del suo prodotto o servizio venga percepito da chi legge come un discreto ed umile consiglio per migliorare la propria situazione.</strong></p>
<p><strong><em>La gente è stufa di essere bombardata da imperativi!</em></strong></p>
<p><em>Ecco dunque una dritta che arriva dal neuromarketing:<br />
quando scrivi la tua<strong> mail di marketing</strong> “prendi per mano” il tuo potenziale acquirente e, soprattutto all’inizio, stagli al fianco, non aggredirlo né lasciagli intendere che dipende da te e dai tuoi prodotti. Offri spunti, opportunità di confronto, e non bombardarlo di informazioni.</em></p>
<p>Insomma, fai in modo che sia lui a decidere (o almeno fai in modo che lo creda) se sia il caso o meno di acquistare il bene che gli proponi, magari inserendo dei link esplicativi nel testo della tua mail, che lui potrà decidere in tutta libertà se approfondire o meno.</p>
<p><strong>In questo modo la discrezione educata sarà apprezzata e ricompensata con un legame di fiducia che se mantenuto ad un buon livello porterà moltissimi buoni frutti.</strong></p>
<p>Provare per credere!</p>
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		<title>Elaborare un Titolo Efficace</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 20:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>proudence</dc:creator>
				<category><![CDATA[Email Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[email marketing.autoresponder]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel campo dell&#8217;email marketing l&#8217;elaborazione del titolo di una mail è tra gli elementi cardine del successo. E&#8217; opinione comune che il titolo sia un accessorio inutile, scomodo, un elemento lapalissiano, ovvero una ripetizione priva di importanza di ciò che riporterà il testo. Per questo motivo è un errore per niente raro che il titolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel campo dell&#8217;email marketing l&#8217;elaborazione del titolo di una mail è tra gli elementi cardine del successo.<br />
E&#8217; opinione comune che il titolo sia un accessorio inutile, scomodo, un elemento lapalissiano, ovvero una ripetizione priva di importanza di ciò che riporterà il testo.<br />
Per questo motivo è un errore per niente raro che il titolo sia abbandonato a sè stesso e che la sua elaborazione venga più o meno affidata al caso.<br />
Per spiegare l&#8217;importanza del titolo in una mail in un buon progetto di email marketing cercherò di andare per gradi.</p>
<p>Ti pongo una domanda che ti farà sorridere: Cos&#8217;è un titolo?<br />
<em>Il titolo è una stringa, una serie di parole che ha per oggetto il soggetto della mail.<br />
</em><br />
E&#8217; in pratica una frase inserita in testa ad un contenuto che serve a mettere in immediata evidenza l&#8217;argomento di cui tratta.<br />
Perfetto, converrai con me che entrambe le definizione siano chiare e abbastanza complete.</p>
<p>Avviciniamoci ora al nostro intento e chiediamoci:</p>
<div><em><strong>Come è necessario che sia un buon titolo?<br />
</strong></em>Qui possiamo già diversificare il discorso.</div>
<div>Senza dubbio per essere buono un titolo deve necessariamente essere:</div>
<p><strong>Coerente:<br />
<em>la coerenza di un titolo sta nel fatto che esso possa riferirsi per intero all&#8217;argomento sviluppato nella mail. Trucchetti del tipo &#8220;inserisco una notizia e parlo di altro&#8221; possono valere per una volta sola, ma minano la fiducia nei tuoi confronti.</em></strong></p>
<p><strong>Comprensibile:<br />
<em>il linguaggio utilizzato in tutta la mail, ma a maggior ragione nel titolo, deve essere sempre di immediata comprensione, se si vuole rendere il messaggio efficare. Un titolo che abbia in sè termini poco usati o prettamente tecnici non stimolerà la curiosità del lettore, che anzi, potrebbe risultare infastidito da questa scelta e potrebbe addirittura scegliere di non continuare il vostro rapporto perchè magari pensa che non viaggiate sulle stesse onde.</em></strong></p>
<div><strong>Completo:<br />
<em>un titolo completo riesce a trasmettere un maggior numero di imput, ovvero una maggiore quantità di spunti che invitano ad una conoscenza più approfondita, quindi alla lettura della mail.</em></strong></div>
<div><strong><br />
Sintetico:<br />
<strong><em>un titolo deve contenere pochi concetti, facilmente memorizzabili e &#8220;valutabili&#8221; in termini di interesse, se questo non accade è facile che si venga a creare nella mente del lettore una sorta di confusione, che può portare all&#8217;allontanamento dagli obbiettivi per cui la mail viene scritta ed inviata.<br />
</em><br />
Ultima regola, ma non certo per importanza è la Netiquette.<br />
<em>Un buon titolo deve essere costantemente sottoposto a regole di netiquette, ovvero non deve contenere una sintassi o termini sgradevoli.</em></strong></strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong> </strong>Non tutti sanno infatti che nel testo scritto elementi come una grande abbondanza di segni di interpunzione posizionati alla fine di una frase sono segno di insistenza, tradotto in parole povere equivalgono ad urlare. Stessa, se non peggiore, situazione si ha con le frasi scritte in lettere maiuscole, o anche con un utilizzo esagerato di del carattere grassetto.<br />
<em><br />
Non sto dicendo che la mail debba essere piatta, un discorso unico e monotono, consiglio soltanto di fare più attenzione e di dosare in maniera intelligente e furba questi elementi di formattazione che da grandi nemici possono rivelarsi degli ottimi alleati dei tuoi obbiettivi di marketing online.</em></div>
<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"> </span></span></div>
<p><strong> </strong></p>
<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><strong> </strong></span></span></div>
<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"> </span></span></div>
<p><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"> </p>
<p></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></p>
<h4>Ricerche Google per questo articolo:</h4><ul><li><a href="http://autorisponditori.com/elaborare-un-titolo-efficace/" title="mailing efficace">mailing efficace</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/elaborare-un-titolo-efficace/" title="COME ELABORARE UN TESTO PER email marketing">COME ELABORARE UN TESTO PER email marketing</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/elaborare-un-titolo-efficace/" title="elaborare una frase">elaborare una frase</a></li></ul><!-- SEO SearchTerms Tagging 2 plugin took 4.286 ms -->]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come creare una personale lista di indirizzi email</title>
		<link>http://autorisponditori.com/come-creare-una-personale-lista-di-indirizzi-email/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 23:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>proudence</dc:creator>
				<category><![CDATA[Email Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[email]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi e semplici passi per creare una lista di indirizzi email veritiera e valida per mantenere i rapporti con i vecchi clienti e per saldarne con potenziali nuovi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>email marketing</strong> aiuta in ogni tipologia di commercio ad incrementare in maniera quasi immediata i propri guadagni sia da clienti già esistenti che potenziali clienti nuovi, entrambi compresi in una personale lista di indirizzi. Inoltre permette, con relative semplicità e rapidità, a mantenere solidi e costanti i rapporti con i clienti più fedeli, che sono il fulcro del successo del tuo business.<br />
Nonostante i benefici effettivi dell’utilizzo dell’<strong>email marketing</strong> però molti marketer non utilizzano questo espediente perché spesso si lasciano fuorviare dall’ignoranza.<br />
In effetti, con un occhio esterno, l’<strong>email marketing</strong> potrebbe sembrare una soluzione dispendiosa in termini temporali e di denaro ma, soprattutto, v’è il timore costante di non avere mezzi o spunti sufficienti per crearsi una propria lista di clienti, che è il mezzo principale da cui poi tutto si dipana.<br />
<em>Ecco perché oggi affronteremo questo delicate argomento, ovvero come creare la tua personale lista di indirizzi.</em>E’ bene sottolineare fin da subito che online esiste molta confusione su questo argomento ed anche molte persone di malafede che cercano di raggirare i marketers meno esperti vendendo liste fasulle di indirizzi email la cui provenienza non solo spesso è davvero dubbia, ma a volte può risultare addirittura illegale.</p>
<p> </p>
<p>Dunque vediamo, con 3 piccoli e semplici passi, come operare in modo da ottenere una buona lista di indirizzi che siano sicuri, attivi e a norma di legge.</p>
<p>N. 1 &#8211; <strong>Utilizza il tuo sito web, le tue conoscenze dirette, anche semplici richieste di informazioni via mail o via telefono come opportunità per richiedere il permesso di utilizzare la mail del tuo interlocutore.</strong><br />
Chiunque spende un po’ del suo tempo per chiedere informazioni sui tuoi prodotti o servizi può diventare un cliente, se trattato nella giusta maniera. E dato che con le sue richieste ha già dimostrato un certo interesse per ciò che offri, è probabile che non abbia alcun problema a rilasciare la sua mail se chiederai il suo permesso in maniera chiara e discreta. La buona educazione è la regola principale nella vita come negli affari.</p>
<p>N. 2 &#8211; <strong>Assicurati che il tuo form di iscrizione alla newsletter preveda uno spazio sufficiente per qualsiasi informazione.<br />
</strong>Ti potrà sembrare strano ma i potenziali clienti sono permalosi e spesso hanno mail tanto lunghe quanto bizzarre.  Fai in modo che il tuo potenziale cliente abbia tutto lo spazio di cui necessita per scriverti la sua mail, il suo indirizzo, o qualsiasi altra informazione che lui ritiene di rilasciarti.</p>
<p>N. 3 &#8211; <strong>Almeno in prima istanza non chiede troppe informazioni tutte in una volta.</strong><br />
Tutto quello che ti serve per cominciare è il nome del tuo potenziale acquirente ed un indirizzo email valido. Ulteriori informazioni potranno essere reperite facilmente in un secondo momento, magari con l’aiuto di una mail/questionario.</p>
<p>N. 4 &#8211; <strong>Rispetta la privacy di chi decide di riporre in te la sua fiducia.<br />
</strong>Rendi noto in maniera chiara e completa in che modo intenderai utilizzare le informazioni che ti rilascerà e ricordati di inserire una dichiarazione di tutela della privacy sul tuo sito web, inserendo anche un link a quest’ultimo in calce ad ogni mail che gli invierai.</p>
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		<title>Le Frasi ad Effetto nell&#8217;Email Marketing</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 20:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>proudence</dc:creator>
				<category><![CDATA[Email Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[come scrivere una email]]></category>
		<category><![CDATA[email]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella stesura di una mail di marketing o per una newsletter, quanto è efficace l’utilizzo di una o più frasi ad effetto? E come utilizzare al meglio sentenze e frasi di cultura generale applicate al concetto di business marketing?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo della pubblicità, così come il mondo dei media più in generale, e persino le chiacchiere di ogni giorno con amici e conoscenti prendono a piene mani da un bagaglio concetti e frasi particolari, come dichiarazioni famose rilasciate da personaggi storici o dello spettacolo, o proverbi appartenenti alla cultura popolare, o frasi senza tempo rese indimenticabili da film o testi teatrali di grande prestigio.</p>
<p>Perché questa è diventata una pratica comune?<br />
Cosa si ottiene con questi escamotage?</p>
<p>Affrontiamo entrambe le tipologie di frase e impariamo ad utilizzarle sfruttandole affinché possano dare risalto al messaggio che vuoi trasmettere attraverso la tua newsletter.</p>
<p><strong>La prima tipologia riguarda le cosiddette frasi ad effetto, ovvero espressioni che racchiudono una grande forza comunicativa anche decontestualizzate dal testo in cui vengono inserite.</strong></p>
<p>Sono di solito frasi molto brevi ed incisive, che per l’assolutezza dell’informazione che contengono si adattano perfettamente a più ambiti ed hanno il potere di rafforzare il messaggio precedente (in questo caso fanno da conclusione lapidaria rimarcando i punti salienti di quanto appena detto e conferendogli credibilità) o quello successivo (in questo caso fanno da presentazione incisiva rendendoli immediatamente assimilabili quando vengono letti).</p>
<p>Di solito una frase ad effetto non è mai più lunga di 4 o 5 parole, e spesso diventa un vero e proprio motto, che può ritornare anche  nel <a href="http://autorisponditori.com/Corso Email Marketing" style=""  rel="nofollow" onmouseover="self.status='http://autorisponditori.com/Corso Email Marketing';return true;" onmouseout="self.status=''">corso</a> del testo, riportato per intero o con l’utilizzo di parole simili e/o riconducibili ad esso.</p>
<p><strong><em>Lo scopo di queste frasi è triplice, esse servono infatti a:</em></strong></p>
<ol>
<li><strong><em>Sottolineare con forza i punti salienti del messaggio (con l’utilizzo di poche parole e punti esclamativi)</em></strong></li>
<li><strong><em> Donare un senso di continuità a quello che si scrive  (ritornando ogni tanto durante il testo e facendo in modo che più discorsi si leghino in maniera inconscia nella mente di chi legge)</em></strong></li>
<li><strong><em> Costituire dei punti di riferimento testuali (con l’utilizzo di caratteri diversi dal resto del testo per dimensione e colore)</em></strong></li>
</ol>
<p><strong>La seconda tipologia invece riguarda frasi di comune utilizzo, prese in prestito da altri settori, che niente sembrano avere a che fare con il business marketing (film, dichiarazioni storiche, proverbi popolari etc).</strong></p>
<p>Un buon marketer che utilizza questi idiomi legati alla cultura popolare sa che in questo modo, pur parlando di affari e rivolgendosi in tono non troppo informale (come una buona professionalità richiede), entra con tali frasi in una dimensione che lo espone e lo accomuna al destinatario della newsletter in quanto essere umano, o meglio, essere sociale.</p>
<p><em><strong>Se in una mail di marketing sai utilizzare sapientemente frasi conosciute, magari adattandole con qualche piccolo accorgimento all’argomento di business di cui parli, in colui che legge spesso scatta a livello inconscio un certo senso di appartenenza, che lo aiuta ad entrare in maggiore sintonia con il mittente, cioè con te.</strong> </em>In parole semplici, con i tuoi rimandi a frasi popolari,  gli stai facendo intendere che tu vivi e pensi come lui, preparando una strada migliore ad un eventuale rapporto di fiducia.</p>
<p> </p>
<p><em>In questo modo il tuo messaggio assumerà probabilmente un aspetto più credibile ai suoi occhi e convincerà il tuo destinatario della validità delle tue offerte e dei tuoi prodotti/servizi.<br />
</em></p>
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		<title>Cosa è il Follow up</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 10:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Email Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[email]]></category>
		<category><![CDATA[follow up]]></category>
		<category><![CDATA[followup]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Email marlketing follow up]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ecco un esempio per chiarire questo concetto, qualora è la prima volta che se ne sente parlare.</p>
<p>Supponiamo dunque di aver inserito un messaggio pubblicitario in qualche sito di annunci.</p>
<p>C’è chi ha inoltrato una precisa richiesta d’informazione nei confronti del nostro annuncio e celermente abbiamo esaudito tal esigenze.</p>
<p>Ebbene, a distanza di qualche giorno la persona che aveva dimostrato vivo interesse nei confronti della nostra offerta sparisce completamente.</p>
<p>Sappiamo con certezza che non ha acquistato il nostro prodotto o sottoscritto il nostro servizio, o non risulta come nostro “Referral” nel nostro programma di affiliazione.</p>
<p>Cosa fare a questo punto?</p>
<p>Lasciarlo perdere completamente e rassegnarci al suo disinteresse oppure fare la faccia tosta, come vuole il manuale del perfetto venditore, e ricontattarlo per chiedergli se è ancora interessato alla nostra offerta?</p>
<p>Ebbene se optiamo per tale seconda ipotesi, se dunque tentiamo di entrare nuovamente in contatto con il potenziale acquirente, presentandogli magari la stessa offerta, ma con altre parole,<strong> stiamo facendo il “follow –up”.</strong></p>
<p>E poi non vi è mai forse capitato, ad esempio, di chiedere informazione su un appartamento presso un’agenzia immobiliare?</p>
<p>Cosa succede se dopo una settimana o due non avete ancora sollevato il telefono o varcato la soglia della porta dell’agenzia immobiliare per dire: “Ok sono davvero interessato all’appartamento visitato la settimana scorsa” oppure” ci ho ripensato, ma quel locale è troppo piccolo per me e per la mia famiglia, ne vorrei uno più grande”, o anche “ guardi ho cambiato idea completamente. Invece di una casa, visto i prezzi, preferisco comprarmi un auto e vivere in affitto per il resto dei miei giorni …” ?</p>
<p>Se non avete fatto niente di tutto ciò sarete comunque ricontattati da un funzionario dell’agenzia immobiliare che vi chiederà con garbo se l’appartamento visitato qualche giorno prima era di vostro gradimento o se invece magari preferite vagliare qualcosa di diverso. L’agente immobiliare in questione sta facendo il “follow up”.</p>
<p>Nella vita reale non sempre è facile fare il “follow up.” Quante volte la persona al di là del filo interrompe inaspettatamente la comunicazione oppure lascia trapelare un tono della voce che è tutt’altro che tranquillizzante&#8230;</p>
<p><strong>Con un “autorisponditore professionale” è molto più semplice: basta usare il “follow up”.</strong></p>
<p>Esso infatti può essere programmato, come dicevo sopra e qualche riga più in giù vi farò anche vedere come fare, per inoltrare un primo messaggio di posta elettronica immediatamente.</p>
<p>A distanza di due giorni si può fare partire il secondo messaggio. Dopo cinque giorni inoltrare il terzo, e così via.</p>
<p>Siamo stati noi a studiare a tavolino tali messaggi e siamo stati anche noi a disporre l’intervallo di tempo che intercorre tra un invio ed un altro. In questo modo se dopo la prima risposta il richiedente non ha fatto alcun cenno e non ha dimostrato nessun interesse nei confronti della nostra offerta, nonostante l’impeto iniziale, piano piano e con molta discrezione bussiamo alla porta del suo account di posta elettronica, quasi a voler dire:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><em>“Caro amico, ti ricordi di me.   Ci siamo sentiti qualche giorno fa.</em></span><span style="color: #008000;"><em></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><em> In quell’occasione tu hai dimostrato un vivo interesse verso la mia offerta. </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><em>Ed io ti ho comunicato qualsiasi informazione immediatamente.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><em> Ma ora sono trascorsi più di cinque giorni e non ho ancora ricevuto una tua risposta, quindi non so se hai ancora interesse verso il mio prodotto, oppure hai optato per qualcos’ altro, magari una marca diversa.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><em> Se così fosse ti prego di farmelo sapere” .</em></span></p>
<p>Ovviamente questo è un followup presentato in chiave molto ironica, ma chiarisce il concetto base:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un autorisponditore con follow up svolge il 90% del nostro lavoro!!</strong></p>
<p>Il rimanente 10% è a nostro carico e si tratta della stesura del messaggio e la sua programmazione .</p>
<p>Alcuni autorevoli istituti, ad esempio il “Sales and Marketing Executives International” , hanno condotto studi e ricerche sulle vendite effettuate in tutti i paesi del mondo ed hanno stabilito con precisione ed accuratezza che circa l’81% delle vendite più proficue è chiuso di solito dopo il quinto contatto</p>
<p>L’80% delle persone che chiedono informazione su un prodotto o servizio lo acquistano entro un anno dalla prima richiesta.</p>
<p>E comunque più del 90% non compra il prodotto dalla stessa compagnia con la quale ha avuto il contatto iniziale.</p>
<p><em><strong>Capito perchè non puoi fare Business online senza un  autorisponditore? <img src='http://autorisponditori.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </strong></em></p>
<h4>Ricerche Google per questo articolo:</h4><ul><li><a href="http://autorisponditori.com/cosa-e-il-follow-up/" title="cosa significa follow up">cosa significa follow up</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/cosa-e-il-follow-up/" title="cosa vuol dire follow up">cosa vuol dire follow up</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/cosa-e-il-follow-up/" title="follow up marketing">follow up marketing</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/cosa-e-il-follow-up/" title="cosa vuol dire follow-up">cosa vuol dire follow-up</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/cosa-e-il-follow-up/" title="cosa vuol dire follow up?">cosa vuol dire follow up?</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/cosa-e-il-follow-up/" title="fare follow up">fare follow up</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/cosa-e-il-follow-up/" title="significato e scopo del follow up">significato e scopo del follow up</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/cosa-e-il-follow-up/" title="follw up su">follw up su</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/cosa-e-il-follow-up/" title="follow up emails">follow up emails</a></li><li><a href="http://autorisponditori.com/cosa-e-il-follow-up/" title="this email as follow up">this email as follow up</a></li></ul><!-- SEO SearchTerms Tagging 2 plugin took 9.591 ms -->]]></content:encoded>
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